Cleo – Il piatto principale

di | 12 de Dicembre, 2022

La candela tremola, quasi si spegne, trattengono il respiro finché la luce non si stabilizza. Rodolfo si rivolge all’altro. La stanza è abbastanza luminosa da rendere l’atmosfera più accogliente.

Il suono di un sax scandisce il ritmo, creando un’atmosfera ancora più stimolante e seducente.

Rodolfo gira l’apriporta e tira dolcemente fino a far uscire il tappo. Tenere e versare il vino nel bicchiere di cristallo. Annusa, agita e bevi un piccolo sorso, assaporando la consistenza e l’aroma della bevanda.

– È ottimo.

Versa l’altro bicchiere e glielo porge. Cleo ammira il colore del vino, prima di cominciare ad assaporare il gusto morbido della bevanda che il cameriere le ha versato.

– Che canzone è?

– Chiama Maputo, è uno strumentale.

– Hmm. L’ho sentito, non ricordo dove.

– Vecchio, ma lo amo per momenti come questo. Sanborn è sempre speciale.

– Oh, oh. E pensi di averne bisogno?

– Non ti piace?

Cleo ricomincia a bere, continuando a ridere.

– Chi non?

Entrambi ridono.

Rodolfo indossa una camicetta plissettata a maniche lunghe e pantaloni attillati, tutto in nero, che lo rende ancora più seducente. A Cleo piacciono gli uomini in nero, ma non le piacciono le grandi fibbie. Almeno la musica è speciale e il vino, ummmhh, il vino è delizioso e lei ne beve di più. Mentre il cameriere porta i primi piatti, le zuppe, per la cena, Cleo tira fuori i bicchieri e le posate.

Se Rodolfo si veste in modo più formale, lei indossa una camicia da notte bordeaux che, seppur attillata, non lascia intravedere la sua pancia sproporzionata, tanto più al buio dove stanno per cenare. Fa sentire Cleo più a suo agio, sicura e pronta per quello che verrà.

Rodolfo torna con due pentole fumanti.

– Crema di pomodoro, giusto?

– Est.

Lui serve e lei si siede al grande tavolo rotondo.

– E qual è il tuo?

– Asparago.

I due iniziano a prestare attenzione al gusto e all’odore delle zuppe. Rodolfo riempie il bicchiere di Ceo, quasi fino all’orlo.

– Uuuu!! Abbastanza è troppo. Quindi mi ubriaco di nuovo.

– Beh, mi piacevi di più sciolto, disinibito.

– Pazzo, mi hai reso incontrollabile. Bevi anche tu.

Si riempie il bicchiere, fino quasi a traboccare.

– Salute!!

Cleo alza il bicchiere e si toccano a mezz’aria. I due straripano, bagnando le mani di entrambi. Rodolfo ride, Cleo si asciuga le dita. Vorrebbe imprecare, ma la risata dell’altro la distrae e si unisce al gioco, se si sente una ragazza, una ragazza, con il suo primo fidanzato, se lo ricorda.

Beve un sorso, poi inghiotte d’un fiato ciò che è rimasto nel bicchiere. Cléo fa lo stesso, soffocando, tossendo e quasi facendo cadere il bicchiere. Rodolfo ride del suo disagio.

– Bevi lentamente, ma bevi, figlia mia. Aiutare.

– Aiuto?!

– Dai, aiutami con il piatto principale.

– Perché? Cosa c’entra il bere con ciò che mangiamo?

– Tesoro, fai come ti dico. Ascolta il mio consiglio.

Ricomincia a riempire la sua tazza. Cleo beve e mangia la zuppa. Era sempre molto debole con i drink, non ci vuole molto per avere un po’ di vertigini, vertigini, è bello essere così. Fuori di testa, ma dopo quello che è successo prima, non è sicura che vada bene bere così, figuriamoci con lui.

Cleo si mette a ridere, ridere per niente. Più sobrio, anche Rodolfo entra nel mood, approfittando per addolcire le gambe della donna matura, sempre più incontrollabile. È allora che le loro bocche si incontrano, si scambiano un breve bacio, l’audace Rodolfo infila rapidamente la sua lingua folle in mezzo alla sua bocca, le loro lingue si arricciano formando un legame. La mano dell’uomo tiene il ginocchio della signora e sale lentamente fino a trovare le mutandine di pizzo.

– No, no, signore. Non osare, non mettere la mano dove non dovrebbe essere.

– Sei molto sexy.

– Con le buone maniere, non è così che si parla a una donna rispettabile. Per!!

– È solo amore, un regalo, non ti piace?

– Idiota, è solo che io… non ci sono abituato. Quindi… non lo so, sono imbarazzato.

– Provalo, l’hai pagato caro, vero?

– Ti ho pagato per farmi dei massaggi, non toccarmi così, fallo.

– Ma era un massaggio… un… tipo speciale di massaggio.

– Lo so, mi hai fatto fare cose che non avrei mai immaginato che uno sconosciuto avrebbe fatto.

– E non andava bene?

Cleo ride imbarazzata.

– AA se i miei figli e nipoti lo sapessero!

– Solo se lo dici tu.

– Io non!! Dai, vediamo se sono pazzo?

Cleo allontana la sua sedia dal tavolo, facilitando il movimento dell’altra, Rodolfo fa scorrere la mano dalle dita grosse tra le pieghe della camicia da notte fino a trovare il seno piccolo. Lei non si muove, segue solo le carezze che le dà.

Rodolfo trova il becco: afferra, stringe, tira. Cresce, si indurisce.

– Cos’è?

– Non fermarti! È molto maltrattato, chi ha detto che potrebbe essere così. Prima mangiamo… poi lo facciamo.

I due si scambiano uno sguardo scintillante, Cleo sempre più appassionata.

– Perché dopo? mi lasci così

– Va tutto bene, ma ho fame.

– Anch’io ho molta fame.

Rodolfo le prende il petto con mano ferma e la sua voce diventa rauca, sensuale.

– Cosa mangiamo a cena? Qual è il piatto principale?

– Tu, il piatto sei tu.

– Basta!!!

Cleo inizia a tremare, la sua voce diventa più alta.

– Basta, no!! Ceniamo più tardi… poi ti lascio giocare.

– Ora, ho fame adesso.

– Ma… ora, qui!! Ro, smettila di fare il bambino!

– Perché no?

L’uomo si sbottona, apre la camicia da notte rossa. La sua mano affonda tra le cosce della donna più anziana finché non trova le sue labbra dietro le mutandine di pizzo.

– Mio Dio, Rodolfo… Rô, controllati!!

Supplica con una voce piagnucolosa e astuta, che non fa che aumentare i desideri del ragazzo. I loro occhi si incontrano poco prima che lui le dia un folle bacio bagnato. La lingua entra nella bocca, come un pene eccitato. Lui va in profondità, in profondità, leccandole il palato fin quasi alla gola.

Cleo entra nell’umore giusto, apre la bocca, si arrende. Rodolfo abusa di un linguaggio perverso. Succhiare, succhiare la lingua della femmina, maturare. Cleo geme, urla. Bocche costose bagnate. Rodolfo fa scivolare le sue lunghe dita nelle sue mutandine di pizzo. Senti i capelli, la carne rugosa della bocca lacerata, la sua intimità.

Cleo è sull’orlo della sedia. Si morde il labbro seguendo i gesti osceni del ragazzo. Ha il fiato corto, Cleo prova una deliziosa, bruciante anticipazione di quello che accadrà, di quello che farà.

Rodolfo si inginocchia davanti a lei, tirandole dolcemente le mutandine di pizzo finché non si impigliano in uno dei piedi di Cleo. Poi ammira il centro nevralgico peloso della signora seduta di fronte a lui. Poi cade con la bocca sul piccolo seno, morde, succhia il duro capezzolo nero. Mentre ti apre le gambe, ti espone completamente.

– Pazzo, sei molto pazzo ragazzo.

– Divertiti per me, fammi vedere.

– Quella! Qui ora!

– Fallo, divertiti ragazza, divertiti. Mi piace vedere, farti venire così.

Rodolfo si liscia le labbra, si liscia i capelli, scopre il suo intimo germoglio. Esperto, l’uomo massaggia con cura, tesoro. Cleo alza gli occhi al cielo… inclina la testa… la sensazione si allarga.

– Mio Dio!!! Ohhh… così, continua… così…

Rodolfo inserisce due lunghe dita nella sua vagina calda e bagnata. Cleo si alza in punta di piedi, anche se rimane seduta. Teso, deciso…

– Aaaaaaaahhhh!!! Oooohhhh!!!

– Bella figa, mi piace una figa larga.

– No!!! No!!! Non parlare così!!

– Si si!!!

– Ooh!!! La mia…. Madre degli Dei!!! Rodooolfo.

Il ragazzo fa scivolare quattro lunghe dita nella sua figa calda e bagnata fradicia, il suo pollice massaggia il clitoride. Il calore si diffonde, Cléo rabbrividisce, trema…

– Ro…Rodol..fo. Io… aaaa…

La voce esce sussurrata, terrorizzata, appassionata…

– Baciami.

Lui obbedisce e le lingue rotolano nelle bocche aperte. Senza rendersene conto, Cléo nota un volume, una pressione proprio tra le sue gambe… proprio nel mezzo della sua vagina. Il caldo sale, l’ambiente sembra un forno.

– Questo è tutto ?

– Sono io.

– Mio Dio!!! La vostra mano?!!! Aaaaaaaaahhhh…

La mano maschile e le dita piene affondano sempre più in profondità in questa caverna aperta. Cleo si appoggia allo schienale della sedia, solleva le ginocchia e le tiene le mani. gambe con le mani aperte.

Rodolfo moltiplica movimenti sempre più frenetici. Si gira, torce il polso e ad ogni gesto Cleo miagola, urla, urla… Tra paura e gioia, in un misto di vergogna e allo stesso tempo di amore, sentendosi una puttana, sì una puttana per questo ragazzo sfacciato . I suoi occhi brillano, urla e la sua figa si bagna e tremola.

-Rudolfo!!! Puttana… io… io… cattivo, DOGOORROO!

Uno scatto forte, incontrollato, zampilla, zampilla dal suo centro. Con il grido acuto ed eccessivo. Cléo si china, voltandole le spalle. Assapora al massimo il tuo piacere.

– Quella ragazza, bellissima. Fai così, più così.

Rodolfo si china, tira fuori la lingua, la sua bocca bacia le labbra lucide della sua intimità. Freneticamente, succhia l’intera lunghezza della sua figa bagnata e screpolata.

– Ragazzino!!! basta ragazzo…

Cleo le tira i capelli finché non incontra la sua bocca con l’odore, il sapore della sua fica. Il bacio è intenso, sublime. Tocca a lei tirare fuori la sua lingua pazza, leccare senza inibizioni, succhiare tutto quello che ha in bocca, Cléo morde la lingua dell’uomo… lei succhia immaginando il suo cazzo. Finché non si ritirano lentamente.

– Se continua così, non so se arriverò prima di domani.

– È stato bello vederti in un tale orgasmo. Era tutto quello che voleva da questa cena.

– E tu?

– Cosa ne pensi?

– Sei arrivato, hai avuto un orgasmo?

Lui scuote la testa, lei ridacchia come una bambina curiosa.

– Fammi vedere.

Si alza, si sbottona i pantaloni e Cleo li abbassa e il membro flaccido appare lucido, una lunga goccia bianca appare intrappolata nella testa della verga. Cleo, animata e desiderosa, si lascia cadere in bocca la goccia, Linda mostra la crema sulla lingua e la inghiotte, assaporando il sapore di un uomo… dolce, sempre più dolce.

Ingoia follemente il giovane cazzo, lo succhia con entusiasmo, spalanca la bocca, lo ingoia tutto. Cléo si sente sempre più una professionista del settore, succhia con gusto, con abilità… il sapore della crema si mescola alla sua saliva, le scivola lentamente in gola.

Succhia finché non c’è più, l’odore dello sperma gli riempie le narici…

Cleo ridacchia.

– Meglio del dolce?

– No, caro, no! Ho fame Ro, molta fame.

Lo sguardo brilla, Cléo fa la faccia da mascalzone.

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Continuazione del testo: Cléo – una signora di rispetto

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