In una lite tra marito e moglie…

di | 8 de Dicembre, 2022

Qualche tempo fa ho assistito ad un evento che mi ha lasciato un po’ perplesso, ma andiamo al doveroso prologo; Vicino a me abita una coppia che ha deciso di aprire un piccolo negozio nel garage di casa per vendere prodotti e attrezzature per la pulizia. Jairo, suo marito, ha aiutato con l’attività fino a quando non è apparso un lavoro in un’azienda vicina, lasciando Dirlene, sua moglie, a occuparsi dell’attività. A poco a poco l’azienda acquisisce clienti e diventa sostenibile; Ho comprato io stesso alcuni articoli per la casa, avendo sempre una conversazione amichevole e cordiale con il proprietario.

Un giorno, stavo finendo la mia passeggiata quando vidi Dirlene arrivare in macchina prendendo dal bagagliaio alcuni oggetti che aveva comprato per il negozio; a questo Jairo se ne andò vantandosi a gran voce, molto irritato dal ritardo della moglie nel rientrare con il veicolo che, come aveva appreso, apparteneva alla ditta in cui Jairo era stato impiegato; Dopo tante parolacce e lamentele, sempre ad alta voce, Jairo prese la chiave della moglie e se ne andò con la macchina, lasciandola lì con un’espressione mista a tristezza e sconforto. Prima di entrare, si guardò intorno per assicurarsi che nessuno avesse assistito a quel deprimente spettacolo.

Ho pensato di confortarla in qualche modo, ma i miei sensi hanno preso il sopravvento, quindi ho evitato di avvicinarmi a lei in quel momento perché l’argomento era troppo nuovo. Qualche giorno dopo sono andata al negozio a comprare della candeggina e mentre avviavo l’attività ho parlato un po’ con Dirlene, evitando comunque l’evento a cui avevo assistito. «Ascolta, Dirlene, so che non sono affari miei, ma devo dirti una cosa! dico, incapace di controllare il mio impulso. Mi guardò in faccia, mostrando un’aria di attenzione e interesse nell’ascoltare quello che avevo da dire. “Puttana! Ormai è troppo tardi!”, pensai, riflettendo su cosa dire.

-Ecco il fatto -iniziai con tono nervoso e incerto -Scusa, ma qualche giorno fa ho assistito a una discussione tra te e Jairo sulla macchina… volevo solo dirti che deve rispettarti soprattutto quando escono in pubblico… Conosci quella storia? I vestiti sporchi si lavano a casa… perdonami… non voglio intromettermi nella tua vita…

-No! Molto bene… grazie per l’interessamento – lo interruppe Dirlene, capendo quello che aveva detto – Jairo è così… a volte esplosivo, a volte docile… non ha la stessa misura… io sono abituato a quello… .

-Scusa ancora, ma non dovrei! – Toccava a me tagliarla – Non dovresti abituarti agli insulti in pubblico, tanto meno a tuo marito che ti maltratta… Vixe! Penso di aver esagerato adesso, eh?

Improvvisamente, un silenzio invade l’ambiente come se i due non sapessero cos’altro dire; Ho abbassato la testa e ho cercato di ritirarmi piano; tuttavia, Dirlene sembrava desiderare qualcosa di più. “Ascolta…grazie mille per tutto quello che hai detto…amo mio marito, ma non direbbe mai una cosa del genere…mi sono sentita bene con le tue parole!” disse esitante, cercando di sorridere timidamente. Non so proprio perché, ma tutto questo mi ha fatto pensare ed emozionare! Dirlene non era una donna con attributi appariscenti; infatti, era una persona comune; capelli corti tinti, leggermente obesi, con radici biancastre, viso con i segni tipici del lavoro quotidiano e un guardaroba essenziale. Mi ha ancora eccitato! Vuoi scoparla calda e farla venire finché non ce la fa più!

-Senti, Dirlene… questo è il mio numero di cellulare – dissi rompendo il silenzio, porgendole il numero scritto su un foglietto che era sul suo tavolo da lavoro – Se vuoi parlare ancora… qualsiasi cosa… chiamami.

Senza aspettare risposta, ho preso i miei acquisti e me ne sono andato; i giorni passavano senza notizie; Ho fatto più acquisti con Dirlene, ma lei non ha detto altro che le solite battute. Ho finito per dimenticarmi di lei fino alla mattina in cui ho ricevuto una sua telefonata. “Ciao! Tutto bene! Non volevo disturbarti, ma avevo bisogno di qualcuno con cui parlare e allora ho pensato a te”, ha detto appena ho risposto, gli ho detto che non mi importava e volevo sapere. il motivo della chiamata e la risposta è stata sorprendente!

-Volevo parlare… non per telefono, ma di persona – rispose lei, ancora titubante – Sai quel posto laggiù…, quasi in fondo al viale… mi trovi lì?

Ho detto di sì, e Dirlene mi ha chiesto di darle circa quindici minuti e poi andare a incontrarla; appena riattaccò, una tempesta di pensieri invase la mia mente, dai più teneri ai più libidinosi; quindici minuti dopo ero in macchina diretto all’appuntamento; Feci il giro della piazza e parcheggiai davanti a un prato che si affacciava sul retro di un edificio, cercando Dirlene. Pensavo si fosse arresa finché non l’ho vista correre verso la mia macchina. “Usciamo di qui, per favore… non voglio che mi vedano!” chiese non appena salì sul veicolo.

Ho avviato il motore e mi sono diretto verso il posto più sicuro che conosco; In pochi minuti eravamo in un’altra piazza più grande, che a quell’ora era completamente deserta. Ho guardato Dirlene e ho visto uno sguardo di sollievo come se si sentisse abbastanza al sicuro da dire quello che voleva. “Ricordi quella conversazione che abbiamo avuto? Gioca con me! …non posso dirtelo, ma…” iniziò con un’espressione ansiosa.

– Ma… sei eccitato, vero? – Ho cambiato la sua frase incompiuta, guardandolo in faccia – E avevi anche paura… pensi che sia sbagliato… ma vuoi sapere cosa sarebbe successo. essere come con un altro uomo…

-Sì! È… hai detto tutto! – concluse, passando dall’ansia all’eccitazione – Pensi che mi sbagli?

Invece di rispondere, ho scelto di agire tirando a me Dirlene e cercando le sue labbra con le mie finché non ci siamo baciati con lingue esasperate che si scontravano; se mostrava resistenza, era così grave che peggiorava solo l’errore da parte mia. Mentre i baci continuavano, sentii i suoi seni sui suoi vestiti, poi scesi al cavallo dei suoi pantaloni, che sentii bagnati, indicando il suo grado di eccitazione. Misi la mano dentro i pantaloni finché non trovai la vulva calda e bagnata di lussuria; Non appena l’ho accarezzato con la punta delle dita, Dirlene ha interrotto il bacio per gemere di lussuria.

-Oh! Vedi quanto sono bagnata? – Ehi! sussurrò, mettendo la sua mano sulla mia sopra i suoi vestiti e stringendo. Per! Per! …, quindi eccomi…, eccomi… Ahhhh! Mi piace!

Non ero soddisfatto di quel primo orgasmo e continuai a suonare il pianoforte su quella fica succosa, provocando un altro orgasmo a Dirlene, che si contorceva dal desiderio.

“Cosa! come una cascata di sperma che fuoriusciva insistentemente mentre lei quasi saltava sul sedile dell’auto con la mia mano che sopraffaceva la sua volontà. Ci scambiammo altri baci mentre veniva e dopo un po’ mi pregò di smetterla.

– Mi fermerò solo se mi dai il cambio! – risposi tirando fuori il cazzo dai pantaloncini – guarda come mi hai lasciato? Lui viene! Scendi su di lui!

Dirlene sembrava felice di vedere il mio cazzo duro con la testa gonfia; lo toccò affettuosamente e dopo averne sentito la durezza abbassò la testa prendendolo in bocca; È stata una trasmissione fantastica e Dirlene ha dimostrato di sapere cosa stava succedendo; L’ho lasciata succhiare fino a quando non è arrivata la sborra, riempiendole la bocca con un generoso carico di sperma che ha inghiottito avidamente. Giacevamo lì, esausti e sudati, alla ricerca di un tanto necessario recupero.

Vuoi davvero confondermi? – Che cosa ? chiese qualche minuto dopo, gli occhi ancora ansiosi. Ho sorriso e annuito e lei ha continuato “Domani…, nel pomeriggio…, in negozio…, ti aspetto!

Sentii un brivido percorrermi la pelle e annuii senza pensare al rischio e alle conseguenze. Poco dopo, ho lasciato Dirlene nel luogo in cui ci eravamo incontrati per la prima volta e sono tornato a casa eccitato e anche un po’ spaventato. Il giorno dopo, subito dopo pranzo, mi chiesi se dovevo continuare questa follia; andare da una donna sposata per scoparsela dietro le quinte di suo marito, che conoscevo e con cui avevo anche una relazione… pazzesco! Mezz’ora dopo sono uscito di casa.

Entrai nel piccolo negozio e mi diressi sul retro senza accorgermi che Dirlene era dietro un armadio vicino alla porta; Ho sentito la porta d’acciaio abbassarsi e l’oscurità invadere la stanza; quando si è accesa la luce, mi sono girato e ho visto Dirlene che era nuda. I suoi seni di media grandezza, leggermente cadenti, sfoggiavano capezzoli duri e si stava grattando la fica paffuta e depilata. “Togliti i vestiti e scopami!” disse camminando verso di me. Si sdraiò sulla scrivania, le gambe divaricate; Mi sono inginocchiato e ho fatto un bagno di lingua a quella figa calda lasciandola molto bagnata mentre veniva scorreva sulla femmina.

Mi sono alzato e ho sfiorato l’area con la testa del mio cazzo prima di spingerlo in profondità nella fica di Dirlene, spingendo e tirando il membro e portando altri orgasmi dalla cagna che era ancora soffocata dalle sue urla e gemiti. Abbiamo scopato a lungo e Dirlene è venuta molto forte, il che mi fa sospettare che Jairo non le abbia riservato un trattamento così intenso. Quando l’ho sentito arrivare, ho tirato fuori il cazzo e l’ho portato alla sua bocca. “Succhiami il cazzo, piccola puttana!” Succhia finché non viene a riempirti di sperma! ringhiai esigente. Dirlene ha afferrato il mio cazzo con una mano e ha succhiato selvaggiamente il delinquente finché non l’ho raggiunto, eiaculando e riempiendo la sua bocca con il mio sperma, che ha nuovamente trattenuto e ingoiato.

-Non so se ci sarà una prossima volta, ma… per favore non dirlo a nessuno! Dirlene mi ha chiesto quando ero vestita e pronta per partire.

– La prossima volta tocca a te! “Quanto a non dirlo a nessuno… a dire cosa?”

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