La mia famiglia di schiavi – Parte 1

di | 10 de Dicembre, 2022

Questa storia è vera e in parte sta ancora accadendo… Alla fine ti sarà tutto chiaro, non ho mai pensato di rivelarlo a nessuno, ma il senso di colpa mi divora dentro. Tutto è iniziato quando ho avuto un’idea rischiosa, era rischiosa ma ancora oggi non me ne pento dopo tutto quello che è successo… Mi chiamo Nicolás, sono bianco, 24 anni, capelli neri corti dello stesso colore . barba (barba corta ma ordinata). Bene, arriverò al punto; Anche in una relazione soddisfacente, mi sentivo incompleto perché volevo un’altra donna, non per sentimento ma per pura lussuria. Il problema è che quest’altra donna era mia suocera, l’ho voluta in modo velato… Diverse volte tra guardando il suo voluminoso scollo durante la cena o i suoi bei piedi, sempre con le unghie dipinte di rosso porpora. così come i suoi capelli – era già chiaro che ci teneva al suo aspetto, anche alla sua età di 55 anni, sì era una “corona”, ma una corona deliziosamente saggia, sposata da molti anni e fedele al marito. – Ho fatto di tutto per soddisfare il mio desiderio senza oltrepassare alcuna barriera, accontentandomi di ammirarlo di nascosto (lei non ne aveva idea… Doveva aver pensato che un giovane come me non avrebbe mai interessato una donna matura e che ero ben servito mangiando sua figlia, nel fiore degli anni a 25 anni. Ma non bastava, lo volevo). Mia suocera era così naturale con me che molte volte usciva dal bagno dopo aver fatto la doccia avvolta in un asciugamano senza curarsene, io morivo dall’invidia, lei lo nascondeva molto bene, ma non le mancava occasione per mettersi in mostra il più possibile, le sue spalle nude, le sue gambe snelle e quei piedini… Per non parlare di quello che immaginava guardando le parti coperte dall’asciugamano appiccicato al suo corpo all’altezza del petto che copriva le sue tettone, sì era possibile Guarda, dovevano essere un po’ cadenti, ma mi piacerebbe succhiarli lo stesso. Questa tortura è durata a lungo, giorni… settimane… mesi… mi faceva impazzire; un giorno di notte sono sgattaiolato fuori dalla stanza della mia ragazza con il pretesto dell’acqua potabile (intorno alle 3 del mattino) sono andato nella lavanderia della casa, più indietro, ho cercato tra i vestiti sporchi e ho trovato il tesoro che cercavo. Una mutandina viola, che aveva indossato quel giorno, anche se era una donna anziana, le sue mutandine non rendevano giustizia alla sua età, era una mutandina molto simile a quella che indossava la mia ragazza ed ero sicuro che fosse la sua, pizzo viola, mi sono chiusa di nascosto in bagno e poi mi sono eccitata, ho annusato queste mutandine e l’ho leccata proprio nella zona dove la sua vulva era stata a contatto, mi ha fatto solo impazzire ancora di più… Quel giorno sono tornata a dormire , insoddisfatto, volevo di più…

Il giorno dopo, parto presto, non riuscivo nemmeno a guardarla negli occhi dopo la scorsa notte, ho pensato… ho pensato… E ho avuto un’idea che avrebbe potuto funzionare, un’idea che avrebbe placato il mio desiderio e mantenuto le cose come stavano, dopotutto, non voleva che portasse a una rottura o peggio. Se avessi saputo cosa sarebbe successo… Comunque. Quel giorno ho contattato un amico della mia giovinezza, non lo vedevo da molto tempo, ma ero sicuro di poter contare su di lui, mi disse che aveva una proposta e che sarebbe stata un bene per entrambi. , ma ovviamente non potevo dire cosa fosse al telefono e abbiamo deciso di incontrarci. Quello che è successo dopo in un bar, si chiamava Alex, pelle scura e fisico da palestra, c’era qualcosa di diverso in me, avevo qualche chilo in più… Mi sono offerto di incontrarlo, ho comprato da bere e gli ho detto senza mezzi termini quello che volevo . voluto. , volevo che organizzasse una rapina a casa della mia ragazza e poi mi costringesse a violentare mia suocera (non sarei colpevole di nulla, dopotutto mi hanno costretto) e ovviamente tutto sarebbe successo in un periodo quando eravamo soli in casa, non volevo confondere, Alex era scioccato, non aveva mai fatto niente del genere, era un preparatore fisico e non quel tipo di persona… Ma la proposta gli è piaciuta quando ho detto che loro aveva un sacco di soldi risparmiati in casa e che poteva appropriarsi di qualsiasi cosa di valore (gioielli, orologi…), non era un ladro, ma non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione, era una brutta moneta , Ho capito. Gli ho detto di vestirsi con un abito nero e gli ho dato un pacchetto contenente un berretto da ninja e alcune altre cose di cui avrebbe avuto bisogno; Gli diedi istruzioni su cosa doveva fare e gli dissi che il resto del materiale di cui aveva bisogno gli sarebbe stato dato in seguito. Tutto doveva succedere nel pomeriggio del giorno dopo quando per sbaglio sono uscito da casa della mia ragazza dopo aver recuperato la mia giacca che avevo dimenticato lì apposta, sarebbe stato perfetto, avrebbe soddisfatto il mio desiderio. Era primo pomeriggio quando all’improvviso mi presentai a casa di mia suocera, lei era confusa e mi disse che Ana non era ancora arrivata a casa, che era all’università (lo sapevo già), mi spiegai e andato direttamente. nella sua stanza dove avevo “dimenticato” la mia giacca, è stato breve, non ho lasciato sospetti, quindi sono uscito e come mi aspettavo quando ho aperto la porta ho trovato un uomo, tutto in nero con una maschera da ninja, ha afferrato me per il collo coprendomi la bocca con la mano sinistra e minacciandomi con un coltello nella mano destra, sapevo cosa stava facendo ma ho agito molto bene, si vedeva la disperazione sul mio viso, “cercando” di liberarmi di lui mi ha detto che mi ha trascinato dentro dove mia suocera stava lavando i piatti del pranzo, ha fatto appena in tempo a girarsi. Alex mi aveva già messo in ginocchio e mi ha puntato il coltello alla gola, ha detto:

-Silenzio, o lo ammazzo!

Mia suocera era sotto shock, era ancora più pallida di quanto non fosse già – cosa che contrastava con i suoi capelli rossi – era una donna di statura media, più o meno la mia altezza, vestita con un abito semplice ea piedi nudi. questo momento di relax a casa; Alex voleva che tutto sembrasse autentico, in effetti avrebbe dovuto, ma ha iniziato a esagerare, mi ha colpito in faccia con il manico del coltello così forte che sono rimasto stordito sul pavimento, comunque no, non l’ha fatto ho una corporatura robusta e non ero nemmeno vicino a rivaleggiare con lui, poi ha tirato fuori da una piccola borsa dei braccialetti di plastica e ha iniziato a legarmi i polsi, gli avambracci, le caviglie e le ginocchia, lei era completamente immobile, emetteva piccoli gemiti di dolore dal colpo che l’ha colpita. ricevuti, ed erano genuini, mia suocera era la prossima, solo che con lei era diverso, Alex la fece sedere su una sedia e lì la legò anche con le pinze, ma solo sui polsi (sul braccio della sedia) e sulle caviglie (sulle gambe della sedia); era pronta per essere interrogata, ti immagini?Alex partirebbe dai suoi interessi, chiederebbe il suo tesoro prima del mio prezzo. Poi le ha chiesto dei gioielli e lei ha negato, naturalmente, Alex non era dell’umore giusto quel giorno, le ha afferrato il mento e l’ha schiaffeggiata in faccia, abbastanza forte da spaventarla, ha iniziato a piangere. così mi sono sentito in dovere di avvertirlo, gli ho detto di lasciarla stare perché era solo una signora, lui, seguendo il copione, mi ha tolto pantofole e calzini, e con quelli inzuppati di sudore, ci ha zittiti entrambi. me mettendo un rotolo nella mia bocca e uno nella sua, e poi terminando il lavoro con una striscia di nastro adesivo per ciascuno; per ora bastava, andava a perquisire la casa, perquisì a fondo le stanze, trovò gioielli come avevo previsto, ma solo un parure di collana e orecchini d’argento, era molto poco e di scarso valore, perquisì tutto. , voleva i soldi che aveva promesso, tornò dove eravamo e toccò il collo di mia suocera con la lama fredda del coltello, chiese i soldi, lei si limitò a scuotere la testa, era impaziente, fissò me. con la coda dell’occhio. Sembra che lo sapesse già e lo avesse ingannato, così mi ha trascinato sul pavimento fino alla camera da letto e mi ha chiesto a bassa voce:

– Dove sono i soldi che hai detto che aveva la “vecchia”? – Mi ha tolto il nastro dalla bocca, ho risposto che non sapevo dove fosse ma sapevo che ce l’aveva (era un bluff… In realtà ho solo supposto, senza Conde pensavo avesse più gioielli ma sembra a prima vista se ne è sbarazzata la maggioranza per pagare un debito). Gli ho chiesto di passare alla fase 2, voleva accontentarmi, anche se era in questa situazione… Ha riso e mi ha imbavagliato di nuovo con il nastro, lasciandomi lì sul pavimento della sua stanza; Non sapevo cosa stesse succedendo, potevo solo sentirlo, dal modo in cui sembrava che si stesse strappando i vestiti, aveva deciso di collaborare con me? Non lo sapevo ma ho aspettato poi mi ha trascinato accanto a sé, era completamente nuda, non l’avevo mai vista completamente nuda prima, una festa per gli occhi, meglio di quanto avessi immaginato, anche con il grande cedimento che il seno sfoggiava capezzoli con una circonferenza gigante e i capezzoli appuntiti e sporgenti, aveva una piccola pancia ma sotto poteva vedere le grandi labbra di una vagina vigorosa sfregiata da anni di abusi, era chiaramente imbarazzata; Alex ha preso altre clip di plastica e ha continuato a fissarlo sulla sedia, ora sugli avambracci e sulle ginocchia per aumentare la fissazione, ha passato anche una clip tra i due seni comprimendoli, non ho capito cosa Cosa stava facendo finché non ha aperto la sua borsa e ne ha tirato fuori un paio di pinze di ferro affilate, l’avrebbe torturata? Non gli ho dato quei pioli… Pensava che lei sapesse dov’erano i soldi e non glielo avrebbe detto, ma cosa avrebbe fatto quel bastardo, quindi ho iniziato a urlare anche attraverso la mia bocca, non l’ha fatto. ™ non gli importa e ha iniziato il suo lavoro freddo e sordido, è andato prima al capezzolo sinistro, l’ha afferrato con la punta delle pinze e lo ha attorcigliato così forte che quasi lo ha strappato via, lei ha urlato più forte che poteva, ha continuato . Si avvicinò al suo orecchio e poi le chiese dolcemente se aveva risvegliato la sua memoria, lei non ottenne risposta, doveva solo iniziare con quello giusto questa volta, lo girò avanti e indietro e tirò, iniziò a sanguinare, lei urlato più forte. , si fermò, lei annuì, era di questo che aveva paura, era così disperata che stava per inventarsi qualcosa, era pericoloso, il modo in cui si sarebbe arrabbiato se lo avesse scoperto, lo scherzo poteva ucciderci, ha rimosso il adesivo del nastro adesivo che gli copriva la bocca e poi, prima che potesse dire qualcosa, la maniglia della porta girò, la mia ragazza Ana e il mio patrigno erano arrivati… Sembra che alla festa di Alex fossero arrivate più persone…

DA SEGUIRE…

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