Racconto erotico di tradimento: una casalinga bisognosa in calore!

di | 11 de Aprile, 2024
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Qui la chiamo Doña Vera. Abita nella mia stessa strada, ha quarant’anni, ma sembra più giovane, sposata, senza figli, carina, con un corpo ben fatto e molto simpatica. Suo marito è un banchiere, ma nei giorni liberi e nei fine settimana trascorre più tempo alle feste che a casa. Sono un tecnico delle telecomunicazioni, rispondo alle chiamate degli utenti di rete fissa. Sì, esistono ancora e sono numerosi in tutto il Brasile.

Un giorno la signora Vera mi chiamò e si lamentò che il telefono era guasto. Ho spiegato che non avrei lavorato senza un ordine di servizio. Gli ho detto di chiamare la compagnia telefonica e segnalare il problema. Presto un tecnico, forse io, riparerebbe il tuo dispositivo o la tua linea. Lo ha fatto con riluttanza. Il giorno dopo, quando sono arrivato in azienda, ho ritirato i miei ordini di lavoro dal direttore e indovina quale è stato il primo? Esatto, dalla signora Vera.

Ho protestato con il capo perché non lavorava nello stesso quartiere dove abitavamo io e la signora Vera. Il capo, un ragazzo molto gentile, mi ha chiesto di avere pazienza. Spiegò che il tecnico del settore era andato in ferie e che il suo assistente, il primo giorno che prese in carico il settore, fece un gran pasticcio e fu licenziato. Bene, lì sono andato per aiutare la signora Vera. È stato persino sorpreso di vedermi.

Gli ho spiegato cosa stava succedendo. Mi sono arrampicato sul palo, sono andato alla scatola di distribuzione, ho trovato il guasto e l’ho riparato. Sono sceso, ho chiesto alla signora Vera di venire a provare la linea con il centro e lei mi ha dato il permesso. Ho chiamato lo spedizioniere dal mio telefono, ho segnalato la riparazione e gli ho dato il numero dell’ordine di servizio. Ho riattaccato il telefono e poco dopo ha squillato. Ho chiesto alla signora Vera di rispondere, lei lo ha fatto, ha parlato con il centralinista, lo ha ringraziato per il trattamento rapido e ha persino elogiato il mio lavoro.

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Ha riattaccato e mi ha detto che voleva darmi un premio come ricompensa. L’ho ringraziato moltissimo, ma gli ho detto che non avrei mai potuto accettarlo. Le regole aziendali vietavano a noi tecnici di strada di accettare qualsiasi tipo di bonus, pena il licenziamento. Doña Vera ha insistito e mi ha detto che quello che voleva darmi non mi sarei mai negato ed ero sicura che non lo avrebbe mai detto a nessuno. Ancora una volta ho rifiutato gentilmente, ma lei ha insistito, chiedendomi di aspettare lì, seduta in soggiorno, e che sarebbe stata felice di tornare subito. Ero già sconvolto, ma mi sono seduto comunque sul divano.

Non passò molto tempo prima che tornasse, con mia sorpresa, quasi sotto shock, nuda. E dicendo che voleva darmi la figa. Lei approfittò della mia mezza paura e mi trascinò per mano nella camera della coppia, sul letto con le gambe divaricate, mi chiese di spogliarmi anch’io e di cominciare prima a succhiarla, poi volle un nuovo sessantuno. . Mi dimenticai subito delle rigide regole della compagnia telefonica e cominciai a succhiare quella figa carnosa e profumata, che fin dai primi scatti cominciava a bagnarsi.

Ho raggiunto rapidamente la fessura sporgente di Mistress Vera e ho succhiato il piccolo bocciolo di piacere fino a quando non ha avuto il suo primo orgasmo, gemendo molto e tremando dappertutto. Pochi secondi dopo arrivammo al sessantanove. L’ho fatta venire di nuovo nella mia bocca e nella sua, e lei ha bevuto tutto il mio sperma.

Sempre al comando, ha detto che voleva essere scopata in ogni angolo della casa. Abbiamo iniziato in camera da letto, dove l’ho messa a quattro zampe sul letto e l’ho scopata finché non è venuta per la terza volta. Poi siamo tornati in soggiorno, dove le ho allargato le gambe sul divano e lei si è avvicinata a mamma e papà. Poi siamo andati in cucina e lì l’ho scopata in due modi, sul tavolo e seduto su una sedia mentre lei mi cavalcava. In cucina venne solo una volta, la quinta.

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Poi siamo andati nella lavanderia, dove lei si è seduta di fronte a me davanti a una lavatrice. Prima di entrare ha acceso la macchina e abbiamo fatto una scopata molto bollente con il vibratore. Era molto gustoso e lei venne gemendo rumorosamente. Alla fine siamo andati al garage dove lei, dandomi le spalle, appoggiata ad un mucchio di copertoni usati, mi ha chiesto di incularla, lubrificata solo con la saliva, perché fin dall’inizio le piaceva sentire il dolore, sentire il pieghe. arrotolato.

La richiesta è stata accolta e lei ha sentito davvero dolore quando le ho messo la testa del cazzo nel suo culo stretto. Ma poi ha iniziato a rotolare mentre lo spingevo con forza. Non passò molto tempo prima che le andassi addosso e le dicessi che potevo riempirle completamente il retto. Ed è quello che ho fatto. Alla fine mi ha succhiato ancora una volta e ha bevuto di nuovo il mio sperma.

Alla fine mi ha ringraziato, mi ha detto che era molto bisognosa a causa del bere di suo marito e mi ha chiesto se lavoravo nel settore elettrico e riparavo elettrodomestici ed elettronica. Ho risposto che, onestamente, osavo giocare solo con chi a casa mia, in generale, lavorava. Mi ha detto con un sorriso che di tanto in tanto un apparecchio in casa sua si rompeva e che ora sapeva a chi chiedere aiuto. Ci siamo baciati sulle labbra e mi sono salutato.

Quel giorno non ho fatto nemmeno colazione, ho approfittato dell’ora di pranzo per fare gli altri preparativi che mi restavano da fare mentre scopavo la signorina Vera. E sto già aspettando una tua chiamata per sistemare qualcosa! (FINE)

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*Pubblicato da giornalista sul sito climaxcontoseroticos.com il 21/09/21.

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