SCOPRIMI IL CULO?

di | 8 de Dicembre, 2022

Peggio che essere in questa voglia di dare il culo è dare il culo a qualcuno che non sa mangiare bene…

Potete crederci, carissimi!

L’altro giorno, a furia di leggere queste deliziose storie qui sul sito, mi è venuta questa voglia di fare una gustosissima sodomia.

Dato che non esco molto, il mio ex marito si è presentato qui come sempre pieno di amore da dare.

Ho deciso di inserire alcuni indizi che, allo stesso tempo, hanno preso piede.

Si è arrampicato su di me, baciandomi, abbracciandomi, parlando di quanto gli mancasse il mio corpo e tutto il resto…

Ho deciso di mettere le mie carte in tavola. Gli ho detto di non creare aspettative. Volevo solo sesso. Ovviamente ha accettato.

Andavamo nella mia stanza scambiandoci carezze, pompini, morsi e tutto il resto.

Aveva solo 4 anni, è venuto in fretta, ha lasciato cadere la lingua sul mio culo luminoso, morendo dalla voglia di prendere panini. Non ci volle molto, si avvicinò con il suo piccione snello e molto duro, lo mise sulla porta e continuò a spingere. Gli ho chiesto di indossare tutto, ma non ha voluto andare fino in fondo.

Sono rimasto lì nel piccolo corridoio, spingendo la porticina con la mia testolina e mi sono incazzato. È noioso…

Per fortuna ha l’eiaculazione precoce, l’aveva appena messa e se la stava già godendo.

Notando la mia frustrazione, mi ha chiesto di succhiarglielo. L’ho lasciato, così non sarebbe peggiorato.

Se n’è andato subito dopo che sono entrata nella sua bocca.

Ho fatto la doccia, ho cambiato la biancheria da letto e ho provato a prendere un sonnifero.

Il giorno dopo, quando ho fatto la doccia, ho notato che la mia erezione anale era molto più grande.

In quel momento Lindomar mi chiama. Il mio cuore accelerò e il mio sedere tremò.

È un amico birichino che non si stanca mai di flirtare con me e io esco sempre per la tangente e ti dico perché: ha un cazzo enorme. E non ho avuto il coraggio di affrontare tutto…

Ma quel giorno, volevo così tanto farmi scopare che non ci ho pensato. Gli ho detto di passare a casa, non se ne pentirà…

Non è passata nemmeno mezz’ora e lui stava già bussando alla mia porta.

Mentre mi vestivo in camera da letto, gli ho urlato di entrare e chiudere a chiave la porta d’ingresso. Così ha fatto.

È entrato dritto nella mia stanza ed è stato sorpreso di vedermi davanti allo specchio, applicando la crema idratante sul mio corpo, indossando solo biancheria intima.

Lui mi guardava il culo, con la mano sul mento, trattenendo la bava, e io lo guardavo allo specchio.

Per non metterlo in imbarazzo, mi voltai e mi avvicinai a lui, baciandolo sulla guancia e dicendogli che avevo un disperato bisogno di un cazzo pestato.

Sorrise un po’ sorpreso e subito mi attirò a sé e disse:

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– Se è questo il problema, preparati. Ti darò più del necessario.

Assaporando un caldo bacio sulla mia bocca, le sue mani avide che mi stringono il culo e il suo cazzo già eretto che tocca la mia figa che automaticamente rilascia quel delizioso liquido da chiunque sia stato eccitato.

Ci siamo baciati e le nostre mani si sono strette con urgenza, cercando di estrarre quanto più piacere possibile. Feci scorrere la lingua dal suo mento al suo orecchio dove ne presi un piccolo morso e poi lo succhiai, gemendo piano. Allo stesso tempo si è arruffato.

Ho provato subito a toglierle la maglietta e sono sceso con la bocca cercando i suoi capezzoli che erano molto tesi.

Quando ho mosso la bocca lungo il suo corpo, cercando di raggiungere la cintura dei suoi pantaloni, ho fatto scorrere la punta della lingua lungo la sua vita, ho notato che stava stringendo i pugni così forte che le vene delle sue mani stavano uscendo.

Feci scorrere la lingua appena sopra la testa del suo cazzo, che era così appiccicoso da trasudare dentro, lisciandogli la pelle.

Gemette, roteò gli occhi e scosse la testa da una parte all’altra, tra un gemito e l’altro disse:

– PQP… Quindi non durerò a lungo.

Siccome indossavo dei pantaloni di tactel con l’elastico in vita, ho tirato un po’ l’elastico con una mano e mi sono venute le vertigini alla vista di quel cazzo.

Se prima avevo paura di vedere il suo cazzo solo nel video, di persona mi spaventava molto di più.

Mi è saltato addosso come se avesse una vita propria. Era un grosso bastone. Anche in quella piccola piega tra la testa e il corpo, la differenza era appena percettibile. La sua testa era come una palla da biliardo. Che dura. Molto difficile. Scintillante. Melata.

Era un po’ spaventato, il che lo fece sorridere un po’ cinicamente, dicendo:

– E’ quello che ti serviva? Eccellente. Dipende tutto da te, tesoro. Fai quello che vuoi. Sono al tuo servizio.

Ha risvegliato il lupo dentro di me. Dato che stavo morendo di fame, non ho nemmeno pensato al danno che questo cazzo poteva farmi.

Le ho appena tolto i vestiti, le ho tenuto quel cazzo sul petto e ho iniziato a strofinarmelo sulle labbra come se fosse rossetto. Questo piccolo miele che gocciolava copiosamente, mi scioglieva la bocca, dove lo leccavo per assaporare il sapore salato del suo nettare.

Lindo gemeva disperato, quasi piangendo, chiedendomi di fermarmi prima che finisse lì nella mia bocca.

Anche se ero pazzo per una sborrata in bocca, non era quello il mio obiettivo. Così ho deciso di smettere di succhiarglielo e mi sono messo a quattro zampe sul letto e ho detto:

– Vieni qui, tesoro! Guarda tutto qui, ho bisogno di un accordo. Guarda cosa puoi fare con me.

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Nostro! Quest’uomo è impazzito. Mi teneva il culo con entrambe le mani, fermo, una mano su ciascuna natica e continuava a stringere, scuotere, aprire e chiudere…

Con un dito scostò le mie mutandine e mise volentieri la bocca sul mio culo caldo.

Ho aperto il più possibile per facilitare i movimenti che ho fatto dall’alto fino a raggiungere la mia piccola griglia.

Mi contorcevo contro la sua faccia, il mio culo tremolante, implorando un panino, la mia figa appiccicosa, gocciolante. Gli ho chiesto di scoparmi presto. Ero disperato di sentire questo tronco di carne bruciata invadere i miei piccoli buchi.

Lindo mi ha chiesto se volevo mettergli un anestetico per aiutarmi a far entrare tutto il suo cazzo dentro di me.

Ovviamente non l’ho accettato. Tutto quello che volevo era sentire ogni centimetro di lui dentro di me.

Prima mi ha messo alla prova con una, due, anche tre dita che scivolavano facilmente nel mio buchetto assetato.

non potevo più. Ho tenuto quel palo da solo e ho strofinato quel lembo al centro del mio sedere dove aveva ancora le dita.

Fu allora che lo sentii ritirare lentamente le dita, una per una, aprendo la strada all’ingresso trionfante di questa colomba bavante, in attesa del suo momento di piacere.

Entrò lentamente ma senza fermarsi, mentre il mio gemito si trasformava in un grido misto di disperazione e piacere, finché sentii il suo corpo attaccato al mio. Tutto si è calmato. Non so come l’ho preso, ma avevo spinto quel cazzo spesso 9 pollici nel mio buco del culo stretto (non così stretto).

Ho sentito il suo cazzo pulsare nel profondo del mio culo, ho pensato che sarebbe venuto anche lui.

Qualunque! Si chinò un po’ su di me e mi chiese a bassa voce:

– Come stai, fiore? Possiamo iniziare?

Così? Io pensavo che si stesse divertendo con me, quindi si è tuffato dentro di me e continua a dire che ricomincerà tutto da capo…

– GIUSTO. Andiamo!

Lindo a cominciò a pomper sa bite petit à petit, en retirant un peu et en la remettant, aumentando la velocità e la distanza e aumentando la pressione, solo che seule sa tête soit à l’intérieur, puis il a tout remis invece.

Mi ha sputato in gola e con il pollice l’ha allargato intorno al mio buchetto, tanto per accarezzarlo e anche per sentire la potenza di quel cazzo. Poi è corso lungo tutta la mia spina dorsale, iniziando dal mio sedere, facendo scorrere l’unghia su per il centro della mia spina dorsale, fino a raggiungere la parte posteriore del mio collo. Lì mi scostò i capelli da un lato, afferrandomi forte il collo, stringendomi e gemendo. La mia schiena era già molto sudata. Ha gemuto, mi ha maledetto, mi ha fatto rotolare su quel cazzo caldo. Ha iniziato a strizzarmi le tette dicendo che voleva sborrarci sopra.

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– La prossima volta che vieni con loro, piccola. Deve essere il culo. Ho aspettato troppo a lungo che un cazzo mi venisse spinto su per il culo, per non poter sentire il flusso di sperma.

Fu allora che accelerò la penetrazione, tenne solo un seno con una mano e con l’altra localizzò la mia porta e cominciò a stringerla.

Non potevo sopportare molto. Ti avevo avvertito che stava arrivando un altro sperma. Si limitò a gemere furiosamente, grattandomi il culo dolorante, incoraggiandomi a venire, che arrivò come una scossa elettrica, facendomi tremare.

Lindo rallentò mentre mi calmavo. Ha tirato fuori il suo enorme cazzo dal mio culo e mi ha preso la mano così abbiamo potuto fare un bagno confortante.

Tornammo a letto e lì cominciai a caricarlo con il suo seme.

– Non preoccuparti per me. Sai che non voglio venire. Voglio darti quello che hai chiesto. Quando voglio vengo.

– Ma sono già soddisfatto. Puoi godertelo ora che per me è già ottimo.

– Non pensarci nemmeno, fiore! Voglio vederti godere ancora di più…

Non so se mi ha emozionato o spaventato.

Lindo mi guardava il seno come un lupo feroce. È stato allora che l’ho tirato più vicino e ho iniziato a colpire uno spagnolo.

Gemette sempre più forte. Ho sempre saputo di essere un mostro dal seno grande.

Tuttavia, ha cercato di allontanarsi rapidamente, avvicinandosi, tirandomi le gambe sul bordo del letto e succhiandomi di nuovo la figa.

La sua bocca calda ha riacceso il mio fuoco. Quando ho iniziato a strofinare e rotolare la sua lingua, si è alzato e ha spinto senza pietà il suo cazzo nella mia figa.

Molto stretto, ha fatto alcune mosse, se l’è tolto, mi ha sollevato le gambe, mi ha messo un cuscino sotto il sedere, mi ha allargato le gambe più che poteva e le ha rimesse. Ha lasciato. Mettilo nel culo. Ha lasciato. Mettilo nella figa…

Merda! Che cos ‘era questo???? Non so nemmeno come descrivere quello che ho provato. Urlava, sudava, batteva furiosamente in tutti e due i buchi: ora uno, ora l’altro. Anch’io gemevo come una cagna. Quando ha annunciato il suo arrivo, sono andato anch’io, oscillando lentamente, cercando di indovinare da quale dei buchi fosse entrato.

Indovinando i miei pensieri, non appena ci siamo calmati, Lindo mi ha preso la mano, l’ha portata dove si trovava il suo cazzo e lentamente ha tirato, ho sentito il suo cazzo uscire completamente e ho infilato le mie dita nell’enorme buco che aveva fatto nel mio culo , spalmando il tuo piccolo latte che scorreva all’indietro.

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