Storia di incesto erotico – Ragazza arrapata

di | 11 de Aprile, 2024
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Quattro anni fa ho conosciuto una bellissima ragazza tramite Climax, abbiamo iniziato a corrispondere e lei sembrava timida e modesta, ma con una voglia matta di imparare ad essere una bella puttanella obbediente e sottomessa. Ricordo con gioia quando mi chiese se potevo insegnargli. Dato che era educata e gentile, non potevo rifiutare.

Non è più una ragazzina in età, ma sarà sempre la mia ragazza nei suoi atteggiamenti, nel suo sorriso, nella sua gentilezza, nella sua sottomissione e nella sua voglia di esaudire i miei desideri. I suoi lunghi capelli, i suoi occhi a mandorla, il suo seno grande, le sue cosce grosse, le sue natiche carnose mostrano quanto si prende cura di se stessa.

All’inizio aveva paura di dire quello che voleva e desiderava, è arrossito quando gli ho detto:

– Di’ che sei la mia piccola puttana, la mia piccola puttana.

Il suo viso era rosso, i suoi occhi esprimevano desiderio e paura, desiderio e paura, passione e timidezza. La sua modestia mi ha stimolato e commosso. Con cura, affetto, pazienza l’ho educato, l’ho insegnato, l’ho istruito, ho formato la mia volontà e il mio desiderio.

Ricordo che la prima volta che siamo andati in un motel, non riusciva a togliersi i vestiti, indossava solo delle mutandine, delle belle mutandine, con il culo infilato, che copriva a malapena la sua morbida figa.

Ricordo il tuo bacio, delizioso, caldo, ardente, il modo in cui le nostre mani desideravano i nostri corpi. La sua sete di piacere e di scoperta era enorme. Ricordo di aver infilato le sue mutandine e di aver sentito il calore, il battito, il desiderio fluire tra le sue gambe.

Ricordo il modo goffo con cui cercava di nascondere con le mani i suoi seni duri ed eccitati.

Metto la faccia nelle mutandine bagnate, bacio e succhio il miele che gocciola dalle mutandine, lei apre gemendo e dimenandosi. La sua figa pulsa e inizia a fare movimenti, spingendo la sua figa bagnata contro la mia lingua.

Sposto le mutandine di lato e tocco la piccola griglia con la mia lingua spessa, dedicando minuti a prestarle attenzione. Tengo le tue cosce spesse e spingo la mia lingua nella tua figa.

Dei, che sapore delizioso, la mia pelle si sfrega contro la tua morbida vulva, aumentando il mio piacere. Il mio cazzo pulsa di desiderio. Lei si dimena e viene profondamente.

La metto tra le mie braccia e vedo il suo viso arrossire di piacere e soddisfazione. Il suo respiro ritorna normale e sorride felice. Eravamo come due amanti innamorati, che si toccavano e si baciavano.

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Mi chiede timidamente se ho fatto tutto correttamente. Se solo non mi avesse ferito la faccia o non avesse fatto un rumore strano. Gli dico che era perfetto, è bellissimo, super piccante e ha un po’ di miele di limone.

Lei risponde tenendo il mio membro duro e scuotendolo lentamente, con attenzione e amore. Lei mi guarda in faccia, sorride e chiede timidamente.

– Posso chiamarti papà?

Lo bacio e dico di sì. Gli metto le mani sulla testa e lo dirigo verso il mio cazzo. Lo mando

– Succhialo papà, succhialo.

Fa scorrere il mio cazzo dalla base alla testa più volte, finché non lo ingoia tutto. La tua bocca è dolce e vorace. La mia bambina, nonostante la sua timidezza, sa quello che fa. Lecca, bacia, succhia, succhia con voglia e determinazione.

– Di’ che sei la mia piccola puttana, la mia piccola puttana.

– Sono la tua piccola puttana, piccola puttana. Sono quello che vuoi.

Spingo la sua testa contro il mio cazzo con desiderio, lei gioca con il cazzo, succhiando e deglutendo più che può. Continua a succhiare e succhiare magnificamente. Il mio respiro accelera, so che se continuo così, sborrerò.

Le tolgo la bocca dal cazzo e ci baciamo di nuovo, prendo la sua figa e inserisco un dito. Restammo così, baciandoci e accarezzandoci con le mani.

Dopo un po’, mi inginocchio accanto a lei, appoggiandola a faccia in giù, con il sedere in aria e le mutandine tirate su. Accarezzo la coda, pizzico forte il culo.

– Di chi è questo bel culo, piccola puttana?

– Dal signor papà. Lei risponde immediatamente.

– Mio? Ne faccio quello che voglio?

– Sì papà, sta a te fare quello che vuoi.

– Vediamo se è vero.

Gli do uno schiaffo veloce e forte e guardo. Lei non dice niente, sta zitta e silenziosa.

Ti sculaccerò di nuovo. Cambia lato ogni volta. Comincia a muoversi un po’ e geme dolcemente. I glutei diventano sempre più rossi. Alzati dal letto e mettiti in ordine.

– Resta così, stronza, non muoverti. Mi dirigo verso la macchina e prendo delle ciabatte di pelle, che conservo appositamente per questi momenti.

Ritorna nella stanza. Mi siedo su una sedia e lo chiamo.

– Siediti sulle mie ginocchia, piccolo.

Si alza dal letto e ammiro il suo corpo, le mutandine sono un dettaglio speciale.

Lei si avvicina e mi si accoccola in grembo. Il mio cazzo ti strofina il culo. Ci siamo baciati, accarezzati e parlato.

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Gli passo la scarpa. Lo esamina con curiosità.

-Farà male?

– Si, vai. Ma sarà delizioso. Questo sarà l’inizio del tuo addestramento, mio ​​cagnolino. La tua faccia diventa di nuovo rossa.

Mi alzo e gli insegno a rimanere in una posizione disciplinata.

Sdraiato sulla sedia, con le mani appoggiate, le gambe divaricate e la coda in aria.

– Ti darò venti schiaffi. Dieci su ciascun lato del culo. Devi contare e ringraziare.

– Pronto?

– Sì, papà.

Paffft.

– OH. Grazie papà.

Paffft.

– Due. Grazie papà.

Continuo così, in silenzio, con calma e metodo, segnando la sua carne. Lasciandoti il ​​culo rosso e in fiamme. A volte mi fermo e ti guardo più da vicino il sedere. Gli do una piccola stretta per sentirlo gemere deliziosamente.

Ho messo la mano nelle tue mutandine. Strofino la figa per un po’ e poi infilo un dito dentro la figa. Colpire e colpire per lunghi minuti. Poi tornerò alle infradito. Fino a quando non ne avrai compiuti venti.

La sua coda è segnata per tutta la sua lunghezza. Annuso, pizzico e mordo. Lei ha reagito gemendo di dolore.

– Grazie, stronza.

– Grazie, grazie papà per avermi educato. So di essere giovane, ma ti obbedirò e voglio davvero imparare a essere una puttana. Cagna.

– Brava figlia.

– Mettiti in ginocchio e succhiamelo.

Fa quello che le viene detto. Meglio della prima volta.

Lo prendo in giro e lo costringo a guardarmi.

L’ha schiaffeggiata più volte, chiamandola puttana, puttana, sgualdrina, depravata, stronza…

La prendo in braccio e la butto sul letto e lei dice

– Ora inizierà la parte che mi piace di più. La parte in cui prendo molti pika.

Mi posiziono tra le sue gambe e guardo la sua morbida figa. chiede timidamente

– Prima che ti scopino, per favore succhiami.

– certo che puzza, puzza molto bene

Metto la faccia tra le sue gambe e inizio a baciarle e leccarle la figa.

Mordo la griglia con amore

– Forza papà, fottimi con la lingua, che eccitazione.

Premo forte la griglia, la succhio deliziosamente, faccio scorrere la lingua per tutta la sua lunghezza. Un sapore gradevole invade i miei sensi. Una figa si apre e spingo la mia lingua in profondità dentro. Si strofina la figa sul mio viso, spingendola con entusiasmo nella sua figa bagnata. Apro e chiudo le gambe e mi tengo il viso. La troia era pronta per essere scopata.

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– A quattro zampe, puttanella. Scopiamo questa figa morbida.

Obbedisce e si mette a quattro zampe. Posso vedere la sua figa liscia e il suo culo delizioso in dettaglio.

Mi posiziono ed entro volentieri. Presto inizia a gemere.

– Mettilo, mettilo, fanculo la tua puttanella.

– Cazzo, cazzo, pugno, cazzo, dannatamente delizioso.

– Questo, questo, questo non si ferma, tocca il fondo, fanculo tesoro, dannatamente bene.

– Non si ferma.

– Quello, quello, oh, fammi venire, colpisci quella figa, seppelliscila, fanculo.

“Cazzo, goditi questa deliziosa figa, papà.

La metto davanti a me, sdraiata sulla schiena, con le gambe spalancate. Metto il bastoncino all’ingresso del culo e inizio a premere. Fa una faccia addolorata, ma continuo a costringerla a entrare.

– Rallenta, fa male. Prenditi cura del mio sedere.

Questo mi eccita ancora di più, la sua faccia diventa rossa e lo schiaffeggio più volte.

– Aspetta, stronza, so che ti piace.

Lo incollerò allo stelo. Poi inizio a colpire e ricevere, continuamente. Comincia a gemere e dimenarsi, facendo una smorfia di piacere. Mentre le inculo lei si accarezza la figa con perizia. La timida troia sa benissimo come darsi piacere. Presto ricomincia a dire oscenità oscene. La piccola troia impazzisce con un cazzo infilato nel culo.

– Oh, vieni a mangiarmi, mangiami il culo, papà.

– Aaaa, vai a mangiarmi il culo. Mangiami il culo, delizioso.

– Non fermarti, colpisci in profondità, colpisci in profondità nel culo.

– Il mio culo, il mio culo, fanculo quel culo, fanculo, così possiamo corriamo insieme.

– Fanculo, fanculo, fanculo, al pozzo, al pozzo.

– Quello, quello, fanculo al mio culo. Ebreo, fanculo la tua bambina.

– Oh cazzo, mangiami il culo, mangiami il culo.

– Ecco, delizioso, delizioso, oh, oh, oh, fanculo al mio culo.

– Sto per venire, sto per venire, non farlo, cavolo, cavolo, la ragazza verrà.

– Mettimelo nel culo così possiamo venire insieme, nel profondo.

– Goditi quel culo, divertiti, divertiti.

Presto lo gusteremo deliziosamente. Le ho riempito il culo di sperma caldo e delizioso.

Restiamo sdraiati ansimando, prendendoci il tempo per riprenderci. Lascia che il tuo respiro ritorni lentamente alla normalità. Ci siamo accarezzati a lungo.

*Pubblicato da adriano2_master sul sito climaxcontoseroticos.com il 23/11/21.