Tutto tuo…

di | 8 de Dicembre, 2022

– Che diavolo! – esclamò Cláudia quando sentì la pioggia.

Hai presente quel giorno in cui tutto va storto? La lite con il fidanzato, questa falsa denuncia, la sgridata del preside e ora, finalmente, la pioggia.

All’improvviso una macchina nera si fermò poco davanti a lei, “Oh no, mi serviva solo questa…”, si disse, temendo una possibile rapina o rapimento.

I vetri oscurati dell’auto non hanno identificato il guidatore, ma mentre passava ha visto il finestrino abbassarsi e con il cuore in gola ha guardato e…

– Dante… Dante?

– Sali in macchina…

Corse veloce.

– Ti ho bagnato la macchina, per favore, puoi lasciarmi qui…

– Brutta giornata? – chiese, interrompendo il suo discorso.

Cláudia lo guardò e un attimo dopo scoppiò in lacrime, si scusò ripetutamente per l’errore nel rapporto e commentò la discussione con il suo fidanzato.

“Togliti il ​​vestito, mettiti quella maglietta, ti prenderai un raffreddore così,” disse Dante, afferrando una maglietta dal sedile posteriore e offrendogliela.

“Wow… mi hai sentito?” », stranamente in pochi secondi tutti questi avvenimenti non sembravano avere tanto significato per lui.

– È solo una cattiva Claudia… – disse Dante guardandola negli occhi e concluse dicendo – Puoi vestirti, prometto di non guardare.

Senza dire una parola Claudia si limitò a guardarlo e per strada si tolse il vestito, lasciando lì solo reggiseno e collant e lui non la stava guardando davvero. Questo momento fece fantasticare Claudia, dopotutto Dante non era tipo da buttarsi via, e questi pensieri la fecero sobbalzare quando si accorse che era ancora solo in lingerie. “Ah! Non c’è niente di male in quello che una donna non fantastica…” si giustificò chiudendosi gli ultimi bottoni della camicia.

Guardando fuori, Claudia si rese conto di non riconoscere il luogo.

– Dove andiamo? Le stazioni…

– Andare a casa mia. È vicino, hai bisogno di una doccia calda e vestiti asciutti. Ci sono ancora i vestiti della mia ex ragazza a casa, penso che ti staranno bene, quindi chiamo un taxi per portarti a casa.

– Wow, non so nemmeno cosa dire… ti ho già tanto maledetto oggi… – disse Claudia con un sottile sorriso.

– Immagino… – rispose Dante, guardandolo negli occhi e poi di nuovo sulla strada.

Ci fu un silenzio imbarazzante per un momento prima che l’auto entrasse in un vialetto.

– Andiamo… – disse aprendo la porta di casa sua. Un po’ timida entrò Claudia e appena ebbe chiuso la porta aggiunse – Aspettami qui, torno subito.

Mentre attraversava questa stanza, Claudia guardava i quadri appesi e ricordava che da quando Dante era diventato il suo manager, lo aveva sempre immaginato come un uomo ricco, avido e arrogante in una lussuosa dimora, ma ora che era lì a casa, sentiva solo la sensazione di pace e calore.

– Ecco… indossa questo vestito finché non scopro dove ho lasciato i suoi vestiti. Il bagno è proprio lì, puoi farti una doccia calda.

Di fronte a lui, Claudia lo guardò negli occhi e poi passò su tutto il suo corpo, che aveva già rinunciato ai suoi abiti mondani ed era ora a piedi nudi, a torso nudo e vestito solo di jeans. Prendendosi l’accappatoio dalla mano, lo ringraziò e si diresse verso il bagno.

– Ti piacciono i vini di Claudia?

– Sì, mi piace… – rispose lei, guardandolo.

– Fantastico, prima di andare voglio che tu beva del vino con me.

– Va bene…

Entrando in bagno, Claudia fece un respiro profondo, “Cosa sta succedendo??!!…No, no…è gentile, tutto qui…non è un grosso problema.” Parlava da sola, ma il suo corpo gridava ai quattro angoli del mondo per denunciare quello che stava accadendo lì.

Qualche tempo dopo, Claudia è tornata nella stanza. Dante era seduto sul divano con un bicchiere di vino in una mano e lo smartphone nell’altra e appena ha sentito la sua presenza l’ha squadrata da capo a piedi mentre sorseggiava lentamente il suo vino.

– Sei molto bella in vestaglia… – disse, e lei rispose goffamente – grazie…

– Dai, voglio che tu beva un vino con me, se vuoi che il tuo fidanzato sappia che ci sei, nessun problema – prendendo il bicchiere dalle mani di Dante, lo guardò sorridendo e rispose – Penso sia meglio di no. ..

– Benissimo allora, ecco la tua brutta giornata… – disse Dante, guardandola negli occhi, riuscendo a strappare un bel sorriso a Claudia – Per la mia brutta giornata! – ha ripetuto e poi hanno arrostito.

Appena assaggiato il vino, tra loro calò il silenzio, si limitarono a guardarsi senza dire nulla finché Dante non si avvicinò un po’.

Mantenendo lo sguardo fisso su di lei, le slacciò il pizzo del vestito, lasciandola completamente nuda.

Un attimo dopo erano entrambi in un enorme letto matrimoniale e Dante, tenendosi le gambe di Claudia sulle spalle, entrò con forza in lei, lei a sua volta aveva le braccia legate e tenute sopra la testa e una benda lo privava della vista.

Dopo averle sciolto i lacci ai polsi, Dante la tirò per la nuca, avvicinandola a sé. Si baciarono appassionatamente e vicino al suo orecchio disse – Vediamo se hai imparato… Dimmi, chi è il tuo Padrone? – gemendo a metà mentre cavalcava sottilmente il suo cazzo, lei rispose – Sono tutta tua Dante, solo tua… Mi possiedi – tirandole i capelli Dante la guardò negli occhi e disse – Brava ragazza… ..

Il giorno successivo…

-Dante? posso entrare?

– Sì Claudia, c’è qualche problema?

– Ti ho inviato il referto con le dovute correzioni, lo vedi?

– Eh si, adesso è perfetto, bravissima Claudia.

– Grazie Dante e scusa il ritardo.

Dopo un breve silenzio, Claudia dice:

– Posso aiutarti in qualche modo? – Guardandola negli occhi, rispose Dante – Voglio che ti tolga le mutandine e me le dia adesso…

Un brivido le percorse il corpo e, mantenendo lo sguardo fisso su quello di lui, Claudia sollevò lentamente il vestito e poi cominciò a togliersi le mutandine. Lasciandosi il vestito parzialmente alzato, entrò nell’ufficio di Dante e gli porse le mutandine.

– Posso soddisfarti con qualcos’altro, milord?

Con una faccia sadica, rispose – Per ora è tutto, ora puoi andare…

Dopo quel giorno, la vita di Claudia non fu più la stessa. Stava cominciando a conoscere un universo che non aveva mai assaporato o sentito e le piaceva quella sensazione di promiscuità, le piaceva sentire tutto questo e voleva di più, molto di più.

Dante Gavazzoni

Dante Gavazzoni@Gmail. Insieme a

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