viaggio insolito

di | 12 de Dicembre, 2022

Non riesco a trovare una spiegazione per quello che è successo quella notte, non credo mai sano di mente che sarei capace di un atto del genere, anche la convenienza e l’accettazione di esso, a parte qualcosa di insolito, non voglio che tu qui faccia qualsiasi tipo di accusa, o recriminarlo, perché sono io che devo portare tutta la colpa, perché sono io che ho osato, mi ha convinto a commettere un atto del genere, anche se si sottolinea che nulla di tutto ciò è stato forzato.

Per quanto tenti di resistere sempre di più, tendo a ripetere tutto.

Il vecchio camion del signor Alaor percorreva l’autostrada a velocità moderata, una ventina di persone ne cantavano le lodi, sedute come meglio potevano -nel cassone del veicolo che, con il cofano acceso, lasciava il posto nel buio pesto-, sarebbe quasi fossero le due del mattino, il viaggio avrebbe richiesto tempo a quella velocità.

Eravamo appena tornati da un simposio religioso il cui tema era l’apprezzamento dell’essere umano.

Come tante cose da fare, questo viaggio eravamo solo io e mia figlia Carolina, con le sue sorelle e i suoi fratelli in compagnia di sua madre.

Carolina è una ragazza di sedici anni, che frequenta il figlio del parroco della nostra comunità, progetta di sposarsi tra due anni con tutto il sostegno e la benedizione di tutti, visto che la mia gioviale figlia è una delle pecorelle più fervide nella nostra comunità.

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Il ritorno sarà lungo e faticoso, e un silenzio assordante si deposita rapidamente sotto questo telone nel corpo oscuro, dove anche di notte il caldo è torrido.

Carolina, esausta, si è sistemata come meglio poteva, appoggiando la testa sulle mie gambe, sdraiata semi rannicchiata.

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Per i mille demoni che abitano la terra senza che mai qualcosa di vigoroso mi passasse per la mente, perché mai in nessun momento della mia vita avevo osato un gesto maligno verso una delle mie figlie, ma qualcosa è successo in questo viaggio, quando ho sentito la faccia stringendo il mio cazzo.

Il calore del fiato caldo che esalava dalla sua bocca sembrò scaldarmi il cazzo, cominciando a darmi un’erezione involontaria, che cercai di nascondere muovendomi per accoglierla meglio senza che si accorgesse di quello che stava accadendo, ma il suo viso si abbassò. ancora più vicino, la sua bocca stava praticamente sfiorando il mio cazzo.

Questa strada, in cattive condizioni di percorrenza, faceva sempre sobbalzare il veicolo, facendolo avanti e indietro contro questo rigonfiamento tra le mie gambe.

In nessun momento mostrava vergogna, come se questo calore che esalava tra le mie gambe la inebriasse, perché l’odore del mio cazzo nelle sue narici sembrava ipnotizzarla, provocarla ed eccitarla, facendola perdere. la tua mente.

Fu semplicemente istintivo provare questa strana sensazione, che come un automa le accarezzai i capelli, arrotolandoli tra le dita, ebbi la netta sensazione che i nostri occhi si incontrassero maliziosamente, nel buio della notte, ma il buio era enorme, sarebbe impossibile distinguere qualcosa all’interno

Non so specificare perché ora le massaggiavo i lobi, lei dolcemente, quasi impercettibilmente, mi accarezzava il petto, io le correvo sulle guance e sul naso, stringendola affettuosamente.

Carolina emise un lungo sospiro come deliziata dalle mie carezze, le passai le dita su tutto il viso fino a sfiorarle le labbra, lei giocò cercando di mordersele.

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Ho inserito delicatamente il mio dito indice tra di loro, ancora una volta ho sentito che mi stava guardando intensamente, il mio cazzo pulsava come se avesse vita propria, quando ho sentito la sua tenera manina stringere la mia, tendendo il mio dito indice e tirando più vicino. alla bocca che era ricettiva a questa invasione e la stava già ingoiando completamente, succhiando come un vitello ghiotto, massaggiandole il palato in circoli, sembrava eccitarla molto, lasciandole il respiro accelerato con il suo battito accelerato.

Lei succhiò e cercò di trattenere questo invasore tra le labbra, così le portai la mano sui seni, accarezzandoli, le slacciai due bottoni della camicetta e le sfiorai delicatamente i capezzoli appuntiti, stringendoli tra le dita, suscitando gemiti soffocati e suoni languidi. .

Si era tolto il dito dalla bocca, un leggero ringhio di protesta gli sfuggiva dalle labbra, ma quando tornai con due dita tra di loro, le succhiò avidamente, quasi tradendoci con un lamentoso gemito soffocato, e mi afferrò la mano. . la, non permettendomi di leccarli come una cagna affamata.

Fu allora che cominciai ad entrare ed uscire lentamente dalla sua bocca, i suoi gemiti erano grugniti soffocati, in modo che nessuno si accorgesse di quello che stava accadendo, a volte fingevo di tossire forte per nascondere le sue voglie, a fatica mi accorgevo del mio cazzo, aprendomi la patta, e guidai la sua testa, che girò sul suo ventre, rendendosi conto della mia intenzione, senza togliere le mie dita dalla sua bocca le tirai il viso, guardando la base del mio cazzo, fu lei a scambiare le mie dita per il nastro, quasi facendomi gridare di piacere. quando mi ha afferrato il cazzo.

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Avidamente, avidamente, deglutì quasi completamente, scopandolo, annusando il sudore che aveva lasciato i miei capelli umidi dove si strofinò il naso e inalò il profumo del mio pube, baciando la testa del mio cazzo, leccando il pre-cum che scorreva dentro di lui.dentro. uretra, sentiva il battito tra le sue labbra.

Fu qualcosa di veloce ma molto intenso, bastarono tre o quattro succhiate sulla testa del cazzo, le entrai in bocca, gocciolando sei o sette sorsi del mio seme che le sgorgò in gola, lei deglutì senza sprecare una goccia, in estasi. Le ho fatto abbassare la testa tenendole in bocca il mio cazzo palpitante, amorevolmente lo ha succhiato languidamente, finché a poco a poco si è ristretto, rimpicciolito.

Non passò molto tempo prima che finalmente arrivassimo a casa, un senso di colpa misto a lussuria si impossessò di me, allo stesso tempo i demoni popolavano la mia mente un misto di rimpianto e anche gioia invadeva tutto il mio essere il forte odore del sesso permeava questo posto .

Sorrisi tra me, ed era un sorriso come non avevo mai sorriso prima, quando sentii una delle sorelle durante il viaggio protestare per un odore forte e strano che aveva sentito al ritorno.

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