cazzo la cameriera

di | 9 de Dicembre, 2022

Finisco di scrivere “Le urla e il castigo”, faccio l’ultima revisione immaginando quando sarà il giorno migliore per pubblicare la storia, cose di scrittori che non hanno molto da fare nella vita se non continuare a immaginare storie con ragazze e donne che non hanno mai preso, alcuni sì, ma non così tanti.

È venerdì e Cris è qui a pulire la mia stanza; tutto quello che ho scritto su di lei non è mai successo, spero. Ho provato a cantare alla ragazza, ho anche mandato messaggi sporchi al cellulare e mostrato le storie per vedere la reazione, ma la ragazza (una donna over 40) ha fatto finta di non capire, mi sono pentita e ho chiesto scusa per l’abuso. Lei acconsentì senza dire troppo.

Siamo rimasti così, ho continuato con la mia follia a scrivere di donne arrapate e delle loro visite settimanali a pulire l’appartamento. Non ne parlai più e continuai a rendergli “tributi” solitari.

È solo che nelle ultime settimane ho notato alcune sue battute che sono arrivato a interpretare come “suggestive” come: chiedermi come stanno andando le mie storie su questo sito, o voler sapere se ha usato il mio vero nome . in pubblicazioni e simili.

Ero sospettoso, non dico nemmeno speranzoso, perché non so se lo stavo immaginando o se ci fosse davvero una possibilità… Come ho detto, stavo finendo di ripercorrere l’ultima storia, proprio su questo argomento, quando ho notato la presenza di qualcuno, solo lei Non c’era nessun altro in casa.

Vestita con il suo top bianco trasparente e reggiseno nero che le lasciava il seno come due monticelli gonfi, ad eccezione dei pantaloni attillati in lycra e dei capelli raccolti in una crocchia… no! Oggi i capelli sono sciolti, belli, ricci. Non era così quando è arrivato.

Mi piace quando li lasci così, sembrano più giovani, belli, mi rendono “viva”.

– Quelle sono le storie, vero?

Deglutisco a fatica, cercando di riprendermi dallo shock.

– Lo sono, lo sono.

Sorride consapevolmente, cinicamente, c’è una certa ansia, forse curiosità. Lei guarda lo schermo e mi ricordo che la storia parla di lei. Mi vergogno, mi vergogno, penso di spegnere lo schermo, ma Cris non mi dà scampo.

– Posso leggerlo?

– Leggi?! Ma…

– Non si tratta di me, non hai detto che scrivi storie erotiche su di me?

Sto diventando irrequieto, balbettando per una risposta educata.

– È… sì, ma anche altri.

– Sono curioso, nessuno ha mai scritto di me, volevo sapere… cosa stai dicendo.

Cris si passa la lingua tra le labbra e mi stringe la spalla con la manina, è la prima volta che mi tocca, ricordo solo qualche abbraccio e ogni tanto un bacio sulla guancia. I nostri occhi si incontrano, brillano… si apre in un sorriso. Il mio cuore batte all’impazzata, non riesco a credere a quello che sta succedendo. Reagisco, cresco, il volume appare tra le mie gambe – lei nota, ammira, indiscreta.

– È solo che sono storie… storie forti, sai? Dico cose che magari non ti piacciono, che non vuoi… Leggi.

– Ho registrato il nome del sito, ricordi? Mi hai mostrato quel sabato di ottobre. Quindi… ho iniziato a leggerlo.

– Ma tu non sai quali sono i miei.

– Sì, mi sono fatto forza… ne ho letti tanti, alcuni buoni, altri meno. Ho iniziato a voler leggere il tuo, il mio. vai via…

– Non ti piacerà.

– Mi sono piaciuti gli altri, perché non dovrebbero piacermi quelli? Mi sono persino commosso leggendo alcuni di loro.

– Ti è piaciuto così?

– Chi non? Dai… fammi leggere.

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Apro il sito e la lascio scegliere.

– Siediti qui e scegline uno.

– Resta…, mi siedo sulle tue ginocchia.

– Su di me?!!

– Sì?

Spingo via la sedia e lei si mette tra le mie gambe, chinandosi per guardare lo schermo e tenendo in mano il mouse. Ammiro la tua schiena, pesa meno di quanto immaginassi.

– Nostro! Ce ne sono così tanti, pensavo scrivessi di recente.

– E scrivo, non sei mesi fa.

Scorre e sceglie…

– Culo!! oh!! Ti piacerebbe mangiare il mio… No, meglio di no, fammi vedere…

La afferro per il fianco, la stringo, lei ride, prima di guardare lo schermo del computer.

– Questo, cosa ne pensi?

– Chi?

– Cris e l’Offerta… la mia “xana” è una dea? Mi è piaciuto il titolo.

– Questa è la continuazione di un altro testo… il tuo, su di te.

– Voglio questo.

Clicca e leggi ad alta voce, gradualmente diventa un sussurro, la rende più sensuale, comincio a massaggiarle la schiena, metto le mani sotto la sua camicetta, raggiungo le spalline del reggiseno, premo, muovo lentamente le dita e i palmi.

– Uuunnhhh!!!… “Due e mezzo ed è lì che esce tutto, in un…” Aaannhh!!! “…un vulcano…”

La mia mano scende lungo il suo corpo, raggiungendo i suoi seni appollaiati in un reggiseno a cesto. Sentendo il volume e la morbidezza intrappolati all’interno del tessuto, inserisco le dita e mi muovo verso il basso per esporre il succulento capezzolo. Meglio che nelle storie, sento la fine, la faccio crescere, germogliare dura, soda, appuntita.

– Sbottona… Altrimenti si romperà.

Lo sblocco e lei si toglie il reggiseno, le mie mani cercano i suoi grossi seni, le afferro, stringo, allungo i suoi capezzoli, lei geme e la lettura si allunga…

– “Metto il mio bastone appuntito…, trovo l’ano e le labbra della vulva…, lo muovo con abilità, con forza, spingo senza penetrare solo per togliere la visione che ho di te… Aaannhhh !!Muovo il cazzo con la mano andando dalle labbra al… Ass.Appare il caldo Cris si arrapa.”Uunnhh!! Hai ragione, sono bagnato – ride di quello che dice.

– Piccola stronza.

– Mi è piaciuto quando mi hai chiamato così su Zap.

Le afferro i ricci capelli neri, li tiro come se fosse la criniera di un cavallo, lei si china continuando a seguire il testo…

– “Rendo omaggio a questa dea deliziosa, tanto desiderata, appetitosa. La mia vulva da donna delle pulizie – la rimetto, la innaffio come chi rende omaggio.” Doiiiiii, uunnhh!!

Si appoggia al mio corpo, la testa appoggiata sulla mia spalla. Cris ansima, la sua mano si abbassa e si infila nei pantaloncini, inizia un gesto immodesto e si masturba spudoratamente. Spinsi forte contro il suo sedere, il mio cuore batteva all’impazzata. Le tolgo la camicetta, le tolgo il reggiseno, le espongo la carne, le accarezzo i seni, la ammiro.

– Hai reso omaggio al mio gattino? Mi è piaciuto… Aaannhhh, lo sai. Ti piace?

– Amo… Posso scoparti?

Lei ritira la mano e mi offre le dita bagnate, io la succhio ingoiandone il sapore e alla fine ne mordo di nuovo le punte. Cris si alza da sola per togliermi i pantaloncini meglio che può, lasciami andare… Agito il bastoncino bagnato mentre mi tiene la testa gocciolante con le sue piccole dita. Le tolgo i pantaloncini, ammiro il suo culetto, le mordo l’anca, la bacio…

Si siede, tenendo ancora il mio cazzo.

– Lo colpirò, lo vuoi?

– Lascia che ti mangi.

– No, prima voglio masturbarti – ok.

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– Stringi di più, stringi più forte sulla testa.

La punta del cazzo colpisce il palmo della mano e le dita massaggiano come meglio possono – delizioso, non l’ho mai fatto così prima. Le apro le gambe, le massaggio le cosce fino a raggiungere il suo pube umido – lei si muove molto e la sua testa – aahhh!!! Entra, spingi dentro la figa. Sento il calore della figa bagnata… pervertito.

– Aaaaanhhh!!! Ooohhh!!! Va bene, mai… Non sono mai stato fregato dal capo.

– Ti piace, puttanella?

– Magnete. Oh!!! Amo…Pa…Paiii.

Ci muoviamo come possiamo, su e giù, più lei che me, l’erezione diventa così grande che non ci vuole molto… le mordo il collo e lei viene, io vengo, incontrollabilmente il cazzo sbatte le palpebre e trema dentro di lei meravigliosa figa. Cris mi lascia in tempo per vedermi sputare le ultime gocce che le colano sulla mano.

Si inginocchia e con la lingua lecca la goccia che scende lungo lo stelo, lo fa senza staccare gli occhi da me. Mi bacia dolcemente la testa, mi inghiotte con forza, le sue dita mi lavorano le palle. Le offro un caffè, la accarezzo e le accarezzo i capelli ricci.

– Succhiami, leccami.

Lei lo solleva e io ammiro la sua bellezza mulatta, i suoi seni pieni e le sue cosce rotonde. Cris offre i suoi seni e io succhio i suoi capezzoli duri, mordendoli, cercando di assaporarne il gusto. Quando mi dà un bacio veloce, posso sentire lo sperma sulla punta della sua lingua.

– Allungare.

– Qui!! Sul tavolo?

– Si qui.

– Hai intenzione di cenare per me, vero?

– Non ha chiesto di succhiarti?

Togliamo quello che c’è sul tavolo e lei va di sopra, si sdraia, appetitosa, nuda. Apri le gambe e la vulva scura appare, meno peloso che nei testi. Schiudo le labbra e mi diletto nel rosso interno che appare. Immergo due dita, lentamente, dentro la fica. Mi sdraio allungando la lingua finché non trovo il clitoride – il puntino, il tuo bouquet resta nella mia bocca.

Muovo le mie dita dentro di lei, cercando il suo piacere, la raggiungo, lei geme e mi afferra i capelli. Le mie dita vanno in cerca dell’ano, lei alza la fronte pelosa, la mia lingua raggiunge le sue labbra e l’interno della sua fica – bevo il suo sapore aspro, con delizia, il mio dito lo trafigge, entra nello stretto cunicolo.

Gli mordo le labbra, tiro, allungo.

– Vieni a mangiare….

Parla e mi stringe più forte i capelli, mentre geme, urla.

– Oohhhh!!! Dai… Dannazione, fammi diventare la tua ragazza… AAAaannhhh!!!

Mi alzo, la guardo in faccia, ammiro la bellezza delle sue curve, le faccio scorrere le mani sulle cosce fino all’inguine, accarezzandole il pube nero. Il calore e l’umidità che emana diventano più pronunciati.

Avvicino il suo corpo al bordo del tavolo, il mio cazzo le tocca la figa pelosa, percorro la punta lungo i bordi, lustro la testa del cazzo con i tuoi liquidi. Comunque… AAAaannhhh!!! La vagina pulsa, entro lentamente, godendo della pressione di questo spazio ristretto.

Cris alza le gambe cercando di appoggiare i piedi sul bordo del tavolo, io la aiuto, affondo, sprofondo completamente dentro di lei – mi muovo forte, spingo, colpisco il suo corpo, in un tonfo.

Mi afferra per gli avambracci, mi graffia, urla… geme…

– Sono quasi…, sooooo… AAAaanhhhh!!!

Interpreta una sirena frenetica, facendomi impazzire mentre mi muovo più velocemente, colpendo il suo corpo.

– Oooohhhhh!!!!! Papà…, piccolo capo…. Mangia tua figlia, AAaaannhhhh!!!

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Il suo corpo si irrigidisce prima di tremare come un vulcano, ansima, si rilassa, si riposa, ma io non ci sono, non ci sono.

– Torna indietro… Culo, fatti mangiare il culo.

Ma non sono pronto…

Tiro forte sul suo corpo, lei capisce, si gira e si sdraia a faccia in giù sul tavolo con un sorriso, ancora sotto gli effetti del suo orgasmo.

– Perverso… Quindi nel primo…

Spingo il suo corpo e le apro i fianchi – tocco il membro bagnato fino a trovare il culo tanto desiderato, tanto mangiato in storie immaginarie e ora lì, per davvero. Uso le mie dita per aprire lo spazio angusto, entrando in una e poi nell’altra, muovendomi finché non la sento più rilassata. Uso di nuovo il fallo, stringo la testa, sento la resistenza, Cris aiuta con le mani a tenere i propri fianchi, mi affermo – entro… mi muovo, avanti e indietro solo con la testa. Grida ogni volta che la spingo. Passo il punto bagnandomi il culo, eccitante.

– Ti piace fare il culo?

– Papà!!! Ahh!!! Papà non lo fa con la sua… la sua bambina.

– Ti spezzerò, ti fotterò finché… Ooohhh!!!… Fino a eeee…

L’asta va a metà strada, avanti e indietro. Allungo una mano e le tiro i suoi bei capelli. Ti sto correndo su per il culo. Cris emette un grido, un grido profondo pieno di lacrime.

– Dannazione!!! Ahh!!! È dentro, giusto?

– Delizioso… Aaannhhh!!! Issssssssssssssssssssssssssssssssssssss…

– Avvolgi… Avvolgi la tua bambina… Divertiti. Non lo sopporto… Amante…

– Ooh! ohhhh!!!!

Le tiro forte i capelli, sbattendo il suo corpo contro il tavolo.

Vengo sulle natiche della mia dolce donna delle pulizie, il cazzo pulsa dentro di lei… esco lentamente e un rivolo bianco trasuda dal delizioso culo.

Mi sdraio sopra di lei, la abbraccio e Cris cerca le mie mani, le abbraccia.

– Lui ha amato?

– Meglio delle mie storie.

– Vuoi congratularti con me, ok?

– E se è così?

– Baciami.

Cris si gira come meglio può, apre la bocca e le loro lingue sono pazzamente bagnate – è ancora calda, viva… Ci allontaniamo, lei ride, i suoi occhi brillano come quelli di un bambino.

– Fa male, sai? Ora come faccio a prendere l’autobus per tornare a casa?

– Fatti una doccia e ti accompagno.

– Bere ?!! Oh Dio.

– Perché mi hai chiamato papà? Non sono tuo padre

– Ahah!! Mi eccita… Pensando che dormo con i miei, sono più… Eccitato.

– Pervertito!!!

– ME? E sei tu che mi mangi il culo senza delicatezza e la prima volta.

– Ti ho mangiato il culo centinaia di volte, sono venuto per te.

– E io sono il pervertito?!!

Ci siamo scambiati un altro bacio caloroso e rumoroso.

– Quante ore?

– Quasi tre.

– Nostro!! Devo ancora stirare i vestiti…

– E fatti una doccia.

– Tutti e due, peccato che non abbiamo più tempo.

– Chi l’ha detto?

– E come stirare i vestiti?

– Altrimenti, lascialo per la prossima settimana.

– Va tutto bene, sono i tuoi vestiti, sei tu che sarai nelle tue mani.

Continuazione del testo: Urla e punizione

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